Italia | Non è posto per le auto elettriche

L'Italia è fanalino di coda per quanto riguarda l'immatricolazione di auto elettriche , un Pese dove si pecca di cultura Digitale






Secondo la Roland Berger (società tedesca di consulenza strategica e aziendale) , con un'attenta analisi fondata su 26 indicatori industriali l'Italia è il paese dove l'immatricolazione delle auto elettriche è ferma allo 0,4%, 



In un contesto difficile per il mercato dell'auto , il segmento che continua a crescere è quello delle varianti alternative , vedi le ibride e le auto elettriche, in continua crescita in tutto il mondo, ma non in Italia, dove effettivamente i numeri indicano si, uno sviluppo, ma pari solo allo 0,4%, indice dunque minimo, per un segmento (tecnologico e di nicchia) come quello elettrico, ma la colpa va anche alla carenza delle nostre infrastrutture, se confrontati con altri paesi, dunque,di per se, non è   della vera mancanza  della strutture che si tratta, manca in effetti, ed in modo molto accentuato la cultura digitale e questo di conseguenza penalizza i settori dove ci sono o ci potrebbero essere in futuro, degli sviluppi concreti, come per l'appunto quello dell'auto elettrica o ibrida, per non citare altri settori.


L'analisi comunque , effettuata dalla Roland Berger , ci colloca come fanalino di coda su 13 Paesi altamente industrializzati , tra cui Cina, Francia, Germania, Giappone, India, Russia, Olanda, Singapore, USA, Svezia, Inghilterra, Norvegia (top nella categoria)
C'è quindi da metter mano , seriamente, a livello strutturale, laddove si pecca di cultura digitale, con un adeguato piano infrastrutturale , in linea con le moderne tecnologie , creando per tutti i cittadini un "upgrade" tecnologico e fornendo una solida base, tramite una politica sensibile al tema, come avviene già in alcuni Paesi sopra citati.
Avviene invece il contrario, per quanto riguarda le immatricolazioni per il resto del mercato, dove spiccano le motorizzazioni  a benzina , con un 44% sul totale, mentre perde 27 punti il diesel, si nota chiaramente il cambio di settore, vista la possibilità di chiudere completamente,da parte delle case automobilistiche, le porte,  alla produzione di motori diesel.
Vedremo cosa succederà nei prossimi anni, in un settore altamente tecnologico, quanto delicato per tutto l'ecosistema mondiale.

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