Cellulari | Nuovi studi dimostrano come i dispositivi non causano tumori al cervello

Cellulari e tumori al cervello,uno studio australiano dimostra il contrario.


Da una ricerca effettuata dall'Australian Radiation and Nuclear Safety Agency (Arpansa) i cellulari non causerebbero il tumore al cervello, ad indagare sulla questione ci ha pensato proprio l'agenzia Australiana.

Lo studio, che è stato effettuato su circa 17 mila persone per oltre 30 anni non ha individuato alcun tipo di connessione tra la malattia e l'utilizzo dei cellulari , questo è un dibattito che dura da decenni , producendo solo risposte contrastanti tra di loro , le problematiche più comuni vanno dalle radiofrequenze alle radiazioni fino all'utilizzo del onde wireless, insomma siamo sempre sul punto di partenza.
Ma fa veramente male l'utilizzo del cellulare sul lungo periodo?
Tempo fa, possiamo dire che qualche indizio, sul legame tumore-cellulare c'è stato , si è trattato però di alcuni risultati ottenuti su test animali, quindi non necessariamente uguali all'effetto che potrebbero causare all'essere umano.
A far luce invece sulla sicurezza dei cellulari in modo completo, caratterizzato da una ampia indagine è stata l'Università di Sydney, che, tra l'altro, non ha trovato alcun collegamento degno di nota e statisticamente significativo in termini di sicurezza e salute , infatti anche l'OMS si è espressa in merito, sottolineando come non ci sia nessun collegamento rilevante tra il tumore al cervello e l'utilizzo dei cellulari, ed è qui che è entrata in "gioco" anche l'Arpansa , escludendo in modo categorico la responsabilità dei telefoni cellulari nel causare il tumore al cervello, analizzando circa 17 mila australiani di età compresa tra i 20 e i 60 anni , ha dimostrato come, non ci sia nessun tipo di relazione tra l'utilizzo dei cellulari ed il tumore al cervello, le percentuali complessive sono rimaste stabili durante tutto il periodo di "test" e dunque non c'è stato alcun tipo di aumento dei casi esposti, tutto questo nell'arco di 10 anni, compreso tra il 2003 ed il 2013, un periodo di certo "ottimo" per test di questo genere, vista la vasta diffusione dei dispositivi in questi anni.
Ma anche questo non può certo garantire la tranquillità agli utenti più preoccupati, infatti a prescindere dal collegamento cellulare - malattia , l'Arpansa invita in ogni caso a ridurre l'esposizione del proprio fisico alle radiofrequenze.

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