Facebook | Permetteva di leggere i messaggi privati a Netflix e Spotify

Facebook e la poca riservatezza , permetteva di leggere i messaggi privati degli utenti a Netflix e Spotify.






Altra grana in casa Facebook, secondo un'inchiesta del New York Times , la nota società di Zuckerberg consentiva ai colossi della musica e della tv, Neflix e Spotify su tutti, di leggere i messaggi privati scambiati tra i vari utenti, senza ovviamente che questi ne fossero a conoscenza.
Stessa storia , altro guaio per Zuckerberg , qui ormai si parla sempre di privacy violata, e questa volta il riferimento non è mirato solo ed esclusivamente alle società menzionate prima, infatti secondo le inchieste portate avanti dal New York Times, altre società sarebbero risultate artefici di giri d'interesse , rivolti esplicitamente alla privacy degli utenti,



 tra cui spiccano, Bing, il noto motore di ricerca di casa Microsoft, che avrebbe avuto , libero accesso ai nomi degli amici di qualsiasi utente, anche quando la visualizzazione al pubblico veniva esplicitamente negata, o ancora , Amazon, che poteva ottenere informazioni personali di altri utenti attraverso il profilo di amici che avevano autorizzato il consenso, poi a seguire Yahoo, che riusciva a visualizzare l'intera cronologia dei post pubblicati da amici.

L'accordo speciale tra Facebook e suoi partner che sono in tutto 150 circa, non è mai stato un mistero per le alte dirigenze in casa Facebook, anzi hanno messo, nero su bianco su fascicoli e documenti di circa 270 pagine qualche anno fa,  il tutto legato ovviamente alla violazione della privacy.
Questo è uno dei tanti atti che stanno condizionando la buona fede di Zuckerberg , visti i precedenti per aver venduto a Cambridge Analytica dei dati inerenti agli utenti, ma proprio in seguito a questi avvenimenti Facebook ammise i propri errori e assicurò i suoi utenti, garantendogli il pieno controllo dei contenuti condivisi.
Ma secondo il New York Times , fino alla scorsa estate , le compagnie del Tech , erano ancora in grado di sbirciare sui nostri profili in totale libertà.

Dopo la pubblicazione comunque da parte del New York Times, arrivano le prime risposte da parte delle aziende, in primis Facebook, che attraverso il suo Direttore delle politiche pubbliche Steve Satterfield specifica che gli accordi messi in piedi con le note società tecnologiche, sono stati essenziali per la miglioria e l'integrazione tra le diverse piattaforme, ad esclusivo vantaggio dell'utente e che i partner non hanno mai violato la privacy delle persone.
Anche Netflix ha voluto dire la sua , rispondendo che con gli anni la società ha sperimentato diversi modi per rendere Netflix più social, che un esempio di questi è stata la funziona lanciata nel 2014, che permetteva agli utenti di suggerire serie e film agli amici su Facebook , non essendo stata quindi molto popolare l'idea, è stata eliminata nel 2015 e da qual momento Neflix, non  ha mai avuto a che fare con intrusioni ed accesso ai messaggi provati degli utenti Facebook.

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