Facebook | Ennesimo scandalo, oltre 600 milioni di password visibili

Facebook nell'occhio del ciclone, 600 milioni di password che non sono mai state messe in sicurezza.

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Facebook ammette di aver conservato password di milioni di utenti, circa 600 milioni per l'esattezza, senza mai metterle in sicurezza, tenendole in un semplice documento di testo, accessibili tra l'altro a migliaia di dipendenti dell'azienda di Menlo Park.



Il problema relativo all'ennesima svista di Facebook è stato scoperto a gennaio 2019 , ma l'azienda commenta , dicendo che non ci sono prove che queste password siano state esposte al di fuori della società, di certo esposte o meno, non è  una notizia che fa piacere agli utenti del social blu, visti i precedenti in materia di privacy e sicurezza dati, da Menlo Park però fanno sapere inoltre che il problema ha colpito in primis milioni di utenti facebook lite , a seguire, altri utenti di facebook standard  e, per concludere il cerchio ,alcune migliaia di utenze instagram.
Altro pesantissimo caso di violazione della privacy per facebook , dopo il caso Cambridge Analytica l'anno scorso, e questo inerente alla protezione delle password, ad ottobre del 2018 , facebook ha subito un attacco hacker in cui l'attaccante è riuscito ad accedere alle informazioni personali di 29 milioni di account dopo aver rubato i "famosi" token di accesso , visti i problemi anche nell'autenticazione a due fattori del noto social.



Facebook garantisce come sempre , che non è stata esternata alcuna informazione inerente alle password degli utenti, ma questi, sono , anzi, stanno diventando delle grane abbastanza serie per tutti.
Questo ennesimo  scandalo arriva dopo mesi turbolenti, in cui Facebook ha dovuto fare i conti con diversi problemi inerenti alla privacy, tant'è che è intervenuto anche Zuckerberg in persona, spiegando il cambio di marcia radicale che starebbe assumendo l'azienda, ma tutto questo ha ancora oggi il sapore della beffa, visto che la noncuranza di tutto ciò sta creando abbastanza problemi, più di quanti se ne possano immaginare , per un colosso del calibro di Facebook ma soprattutto per quegli utenti attivi che , vorrebbero se non altro avere la certezza della propria privacy



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