Sanità, nel Dark Web i dati sanitari valgono fino a 500 dollari

Nel Dark Web si vendono i dati sanitari, possono valere fino a 500 dollari.

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In questo articolo non andremo a trattare il Dark Web in senso stretto, tutto quello che volete sapere sul lato più oscuro del Web lo trovate nel link di seguito, vi invito a leggere questo articolo:



Tornando a parlare di quello che invece si può trovare in questo mercato oscuro, c'è anche , anzi ci sono anche i dati sanitari di gente comune , una ricerca infatti, condotta dalla società specializzata in sicurezza informatica Carbon Black , ha mostrato quanto sia facile il furto di informazioni strettamente personali sulla nostra salute, le organizzazioni sanitarie sono l'obiettivo di attacchi informatici sempre più complessi e numerosi, basti pensare che solo nel 2018 si sono registrati in media , quasi 9  tentativi di hackeraggio, non alle organizzazioni direttamente , quanto ad ogni singolo dispositivo collegato alla rete.
Le metodologie che i black hat utilizzano sono sempre le medesime, qui in cima alle tattiche di attacco ci sono gli spam , che bucano antivirus e firewall , sfruttando l'alta disattenzione degli utenti , una volta trovata la falla di accesso si può arrivare alla manomissione diretta dei dati di loro interesse, senza problemi.
Carbon Black ha stilato anche un borsino indicativo, perchè può variare molto in base al bottino, i dati che valgono di più sul mercato nero del web sono quelli del fornitore di servizi finanziari, come diplomi , lauree e licenze mediche, si arriva a pagarle anche 500 dollari, penserete che non sia effettivamente una cifra esorbitante , ma viene "studiata" in modo tale che ci siano più acquirenti possibili, mantenendo un valore decisamente "appetibile".
Ci sono poi le assicurazioni sanitarie , consentono di avere prescrizioni e prestazioni con i dati e i soldi della vittima, possono essere vendute a 4 dollari circa.


Sempre secondo il rapporto di Carbon Black l'83% delle organizzazioni sanitarie , ha notato un aumento di attacchi informatici, soprattutto ransomware.
Tante aziende ultimamente stanno formando i propri dipendenti sulla cyber-securty, tuttavia solo il 29% ha individuato l'impossibilità o la perdita di dati dei pazienti, come la principale fonte di preoccupazione.
Prevenire dunque è meglio che curare, Vale ovviamente per la salute , ma negli ultimi anni anche per la "salute digitale".
Infine secondo Carbon Black, anche preparandosi ed aggiornandosi in ambito della cyber-security , la convinzione è che anche nel 2019 gli attacchi continueranno allo stesso modo, se non in numero addirittura superiore.  

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